Marco Sforza (classe '81) è un istrione votato alla musica cantautorale,
un cantastorie dallo spiccato senso dell’humor e dalla sincera musicalità. Pianista virtuoso, chitarrista beffardo. Nel dicembre 2015 la canzone "Mo' Better Blues / To The Top scritta insieme all'amico cantautore Dado Bargioniè stata inserita nella colonna sonora della fiction "Tutto può succedere"  andata in onda su Rai1.
Insieme al m° Gildo Montanari, eccelso fisarmonicista romagnolo nell'estate del 2013 forma il "Duo Mezza Pensione" con cui partecipa e vince FOLKEST 2015.
Un progetto originale in cui si coniuga folklore popolare e teatro-canzone.

Selezionato dal Club Tenco a partecipare alla rassegna il “Tenco Ascolta 2011” dedicata ai giovani cantautori esordienti. Ha scritto colonne sonore per diversi e importanti cortometraggi di registi emiliani e collabora stabilmente con il Centro Teatrale Mamimò a Reggio Emilia. Vincitore di diversi festival e concorsi musicali nazionali tra cui l’ultimo PREMIO PIGRO 2010 in ricordo di Ivan Graziani. Nel 2009 si aggiudica il Premio Augusto Daolio e nello stesso anno il Contest nazionale City Music Lab. Più di 350 concerti all’attivo in diverse località della penisola tra cui a Bologna al Roxy Bar e a Roma all’Auditorium della Musica. Aperture di concerti de i NOMADI, GIORGIO CONTE,  ANDREA MINGARDI, NINA ZILLI, DENTE, BEPPE VOLTARELLI,  NOBRAINO, FILIPPO GRAZIANI, MERCANTI DI LIQUORI.

Marco Sforza è emiliano. Dalla sua regione si porta appresso una convivialità semplice, da grande tavolata e tanti commensali. Ci indovini l’odore dei tortelli nel brodo di carne e il gusto d’un Lambrusco frizzante, mai troppo amabile. Quando canta un po’ ti gioca con la voce in cerca di melodie, un po’ strizza l’occhio al suo pubblico con guizzi di comico. Cerca la complicità di chi lo ascolta, ma ama l’effetto teatrale, la battuta sagace, il gesto che susciti il riso e la simpatia.
Della musica, quando la ascolti con un po’ di attenzione, ti colpisce il suo essere nell’ambiente, parte di una conversazione garbata tra il solista ed il suo pubblico. Lo senti che la voce stabilisce un dialogo, si crea il suo spazio d’ascolto con la gentilezza del testo e le note della musica.
Ti colpisce la sua aura nostalgica che cerca la poesia dei grandi cantautori in brani che non strepitano e non gridano, ma hanno la sapienza ispida di una ballata che usa
una voce sola per esprimere le idee di un coro.
Un po’ Jannacci, un po’ Vecchioni, Sforza gioca al cantautore d’un tempo, di quelli che gli bastano due arpeggi di chitarra e un tocco di blue per schiuderti un mondo di pensiero.
Ti parla dell’oggi con una certa immediatezza, cercando il dettaglio acuminato che è un po’ politico senza farsi militante. Le sue son canzoni che seminano ironia e disincanto nello stesso tempo coniugando folklore popolare e chanson alla francese con amena e gustosissima spensieratezza.
Nelle sue scorribande musicali Marco Sforza molto spesso è accompagnato dall’orchestrina Separè. A volte duo, a volte trio, a volte al gran completo (quartetto) o magari a volte anche in solo, ma lui (cosi dice) si diverte ugualamente e soprattutto fa divertire.
Matteo Pacifico al clarinetto, Dario Vezzani al contrabbasso
e Tommy Graziani alla batteria e percussioni.
Musicisti eclettici ed imprevedibili, sempre pronti a stare al gioco con rime, pause e momenti di solo che completano e rendono unico ogni spettacolo del nostro imprevedibile, romantico e geniale cantautore.

Marco Sforza ha all’attivo un primo disco "Laiv", registrato insieme al trio Separè in presa diretta il 20 dicembre 2008 al Circolo Culturale MateriaOff di Parma.

Un  secondo lavoro discografico dal titolo “BOCCE” (2011).
Un EP di cinque canzoni registrate dal vivo in studio

“Un Capolavoro”  è il terzo LP registrato al teatro Vittoria di Pennabilli (RM) nell’estate 2012 con l’orchestrina Separè al gran completo.

"Menù Fisso" è il primo LP del Duo Mezza Pensione.
Un disco registrato dal vivo al Teatro Vittoria in Pennabilli nell'estate 2014.
Un disco tutto da gustare.



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Non so più che dirti Principessa, solo non mi piace finire questa lettera in questo modo

Quindi ti parlerò di un mio amico che fa il cantautore.
Cioè lui fa un altro lavoro, a dire il vero ne ha fatti tanti, almeno per uno come me che più o
meno ha fatto sempre lo stesso.
Già questo lascia intravedere un certo carattere
Comunque tornando al principio lui è un cantautore nel vero senso del termine.
La sua indole, la sua natura, il suo carattere e tutto ciò che fa parte di lui lo portano ad
esprimersi con la musica e le parole.
…“trasuda musica anche quando gioca a pallone!…!” .
È chiaro che esprimo un’opinione di parte, sono un suo amico e apprezzo la sua musica,
ma proprio per l’amicizia che ci lega, non possso parlare del Marco artista senza parlare
del Marco uomo… anche perché ci conosciamo fin da piccoli, dove ad unirci era più un pallone
che non le note di una canzone.
Marco o Marchinho, cosi come l’ho memorizzato sul cellulare. Mi chiedi il perché?
Beh, semplice mi ricorda i calciatori brasiliani che in qualsiasi momento ti possono sorprendere
con un colpo ad effetto, con quel suo modo di fare da “fantasista” tutto genio e sregolatezza….
e cosi anche la sua musica dolce ma con un retrogusto MarcoIntroamaro, a volte spigolosa e poi
all’improvviso morbida.
Al primo ascolto non sai bene cosa dire, come quando assaggi un piatto nuovo.
Poi pian piano mentre l’ascolti meglio entra in te e inizia a farti riflettere…
…è questo l’effetto che mi ha fatto la sua musica…mi ha fatto pensare alle cose che raccontava lui, nel modo in cui le ho vissute io, e magaricosi ti accorgi di un punto di vista nuovo al quale non avevi pensato prima…e pensi poi ad un mucchio di cose.

Prima o poi Principessa si cresce tutti e nel bene e nel male la musica diventa la colonna sonora della nostra vita. Lui l’ha scelta la musica, io ho scelto queste parole e quando avrò finito questa lettera magari prenderò il pallone e andrò a giocare… .
Viviamo in un mondo frenetico delle volte pure troppo, e non si ha quasimai il tempo di far niente…o di far tutto in pochi istanti. Ma a volte ègiusto riprendere fiato e pensare alle proprie cose, presenti o future che siano.
Il tempo scorre mia cara!…e non si sa mai come prenderlo o forse non si farà prendere mai. Tranne che con una fotografia…
Non trovi?!..

Ora voglio salutarti Principessa con l’auguriopiù sincero di incontrare un giorno il mio amico Marco. Magari per strada o nelle piazze o in una piccola osteria fuori paese a cantare le sue canzoni, genuine e sincere come la nostra terra.
E se la tua carrozza ti porterà da queste parti e se sarai fortunata, potresti incontrarlo mentre è al lavoro caricando e scaricando le sue casse d’acqua alla nostra gente, casa dopo casa lungo il nostro grande fiume.

E se vorrai lo saluterai e magari gli parleraiun po’ di me. E stai pur sicura che ti risponderà magari abbassando un po’ lo sguardo e balbettando un poco qualche parola, ma stanne certa Principessa…ti risponderà.

Con affetto
Andrea Ghini


Le anatre son già partite






 


 

 

                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 
Marco Sforza - 2007