Zammu Caffè Letterario - (BO) 6/05/10

S conosciuti
una storia di reale virtualità


testi di Morena Fanti e Marco Sforza
musiche di Marco Sforza

In un mondo di verità apparente, siamo segmenti di rette parallele destinate a non incontrarsi, se non nelle pieghe del destino.
Segmenti che si congiungono formando angoli dalle ampiezze diverse.
Angoli e incroci.
E all’interno congiunzioni
Commistioni.
Con-ta-mi-na-zio-ni.
Movimenti e contatti.
Conoscenze.
Geometrie di vita. Impulsi a scoprire l’altro cercando un nuovo sé. Ansia di trovarsi negli occhi altrui.


Marco ieri sera non era al massimo: lui se vuole può dare molto di più.
Anch'io non ero al massimo: ho avuto un periodo di m...
Ma quando si inizia e Marco lancia i primi accordi, il pubblico ci guarda e rimane immobile, in attesa di un miracolo che solo quei due sul palco sono in grado di creare, la lingua si slega e le dita si sgranchiscono. Poi Marco si china sulla chitarra, la schiena che racchiude i suoi pensieri e la testa che si perde nelle note.
E allora il miracolo avviene e si crea quella comunione di parole e musica che è alla base della sintonia tra due persone, tra due artisti (Marco lo è. Io sono sono il 'vice' in questa storia). L'emozione di lavorare insieme, l'allegria che viene dal sentirsi uniti nel tentativo di creare qualcosa, è un impulso a lavorare ancora e a cercare nuovi mezzi d'espressione.
Al tavolo d'angolo ci sono tre ragazzi  che ascoltano con attenzione, anche se non sono venuti per noi. Lo Zammù è un bel locale, pieno di fascino e di aspettativa: mentre bevi una birra o un bicchiere di rosso (Marco, per non farsi mancare nulla, ne ha bevuti due di bicchieri di rosso e ha proseguito con un Unicum che ho assaggiato e che mi ha fatto rabbrividire con il suo sapore amaro) ti può capitare di imbatterti in una presentazione di un libro o in una lettura di poesie magari abbinata alla musica.
Il nostro 'spettacolo' è breve. Dopo gli applausi di rito, si cambia registro e si va a braccio: ieri sera abbiamo proseguito (io) con la lettura del mio racconto L'attesa [la vita è una ruota che gira] e Marco con la canzone inedita, in anteprima mondiale solo per lo Zammù di via Saragozza, Una donna.

Abbiamo anche fatto una breve discussione sulla chat, la 'finestra' abitata da molti giovani: un modo di socializzare che ha anche qualche controindicazione, spunti su cui parlare e sorridere.
È stata, come sempre quando ci si trova con Marco Sforza, una bella serata.
(Morena Fanti).

 

 

 

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Marco Sforza - 2007