Osteria Vecchia - Vittorio Veneto (TV) 25/03/10

"...Selvarego, son stà sleva selvarego
doghe coe me' ioze, pise, stonfe e strazè
me ciave del pecà e de quel che i'o a inventà..."


Con queste giuste e poetiche parole il nostro Ceschin ha descritto un ipotetico
ubriaco.. Ecco, come mi sento ora e sempre quando il mio corpo attraversa e sosta
in questo Veneto misterioso e come di conseguenza anche la gente lo è. (misteriosa)
Un pò "arricciata" se vogliamo e con un retrogusto un poco "snob" cosi disse il grande
Giorgio.. e forse ha ragione.
Ho rivisto le belle facce di tutti quanti i miei cari compagni d'avventura...
Il Luca, il Biga, l'Alce e i suoi occhiali nuovi, il Stefano Maroelli e le sue belle scale (musicali).
Ormai posso dire di essere quasi di casa qui in Veneto, quasi perchè non posso sbilanciarmi troppo ora..
(periodo di elezioni regionali) ma sicuramente una parte del mio core è qui chissà dove tra Serravalle e Ceneda,
è una parte un pò ombrosa, un pò scura ma solida e affettuosa.

Ringrazio di cuore l'oste Armando che già conobbi ma che alla sua vista non ricordai.
Saluto quei pochi ma... avventori dell'osteria. Cosi per essere educato.
Bacio (sulla fronte) le rispettive morose di del Maroelli junior e del Ceschin.
Ed infine non mi resta che baciare ancora una volta (con il pensiero però)
quel favoloso bicchiere contenente un succo magico, un toccasa..
"non è vino é una pozione"..

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ps ho lasciato il post scr. a voi cari appassionati... alla vostra bella e genuina
voglia di condividere e di esserci sempre.. anche se lontani, ma vicini.
Alla Roberte e Samu & company sempre grato...

 
"Asseme star pà sòra, solche'n sciànt, na meda ora
anca a testa in dò, oh oh oh..
Vui'ndar par mar sacramentando, co'n goto in man, che 'l sie bel grando
vui esser primo de la lista
ciapar al sol fin che me basta"..



 

 

 

 
Marco Sforza - 2007