Discografia
 
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suonare: Bargioni / Sforza

Il nuovo album di canzoni inedite di Dado Bargioni e Marco Sforza.
Anno di pubblicazione: 2016

Mò Better Blues / To The Top
Tutto Cambia
The Beautiful Stone
Libero
Eden Teatro
Cosa Sarà
Sulla Linea, il Punto
L'una
Mmm mm mm
La Poesia
A mare

Dado Bargioni:
voce, chitarre, ukulele, cori
Marco Sforza:
voce, chitarra, pianoforte, rhodes, cori
Dario Vezzani:
basso elettrico
Rino Garzia:
contrabbasso
Alessandro Negruzzo:
pianoforte
Emi Pierro:
batteria
Matteo Pacifico:
clarinetto

Registrazione e missaggio: Manuel Daniele
Mastering: Davide Barbi

Dado Bargioni e Marco Sforza
due cantautori, due mondi! il primo ti regala un po’ di
“CIOCCOLATA PER LE ORECCHIE”, il secondo ti sforna “UN CAPOLAVORO” .
Vengono da città diverse, Marco è un pianista (che suona la chitarra), Dado è un chitarrista (che gioca anche col piano); se l’emiliano Sforza ha imparato la lezione dei Capossela, Conte (Giorgio) e Dalla, il piemontese Bargioni è cresciuto a pane e Beatles condito con un pizzico di soul / funk all’americana.


Si sono conosciuti per caso ad un festival e, come talvolta accade, è scoccata una scintilla, così le loro diversità musicali sono diventate confronto, scambio, ricchezza. La prima canzone eseguita insieme dal vivo quel giorno, più di due anni fa, è stata lo strumentale "Mo' Better Blues" del jazzista americano Bill Lee (tratto dalla colonna dell'omonimo film di Spike Lee). Il giorno seguente Dado riprende in mano la canzone. Scrive un testo, dove non esisteva, con strofe in lingua italiana che rincorrono quelle in inglese, fino ad arrivare a prendersi e ad unirsi in un nuovo finale (composto appositamente e che ha un titolo tutto suo), andando così a creare quella che è, a tutti gli effetti, l'attuale "Mo' Better Blues/To the Top".

La canzone, dove Marco e Dado duettano, diventa il primo singolo di un album dal titolo:“#SUONAREBARGIONISFORZA”, che oggi i due cantautori stanno ultimando e che uscirà nella primavera 2016 e viene scelta dal regista Lucio Pellegrini come canzone finale della seconda puntata della serie TV di RaiUno dal titolo: "Tutto Può Succedere"
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Un Capolavoro

 Il terzo album di Marco Sforza insieme all'Orchestrina Separè.
 Anno di pubblicazione 2013.

 
Sotto le unghie delle dita
 Non ci resta che cantare
 Chimera
 Vita da single
 L'universo è troppo grande
 Tintarella d'amor
 Irene, che c'è?
 Se per caso avessi un figlio
 Una città
 Cicale
 Tradire e il fare
 Bis
 Un capolavoro


  Marco Sforza: voce/chitarra/piano Rhodes/pianoforte.
  Dario Vezzani: 
contrabbasso/basso elettr.
  Matteo Pacifco: 
clarinetto/sax contralto.
  Massimo Marches:
chitarre elettriche/synth.
  M° Gildo Montabari:
fisarmonica.
  Marcello Bassoli:
percussioni.
  Tommy Graziani: 
batteria e percussioni.


 Registrato dal vivo al Teatro Vittoria in Pennabilli (RC)
 tra l'estate e l'autunno duemiledodici.
 Registrazione e missaggio: Franco Fucili
 Mastering: Davide Barbi

Recensione su "La Scena".
Recensione su "All Info"

Recensione su "Shivermusic"

 

 

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  Bocce (ep)

  Tempo d'estate.
  Tempo di spiagge, sole e.. di 
"BOCCE".
  Il secondo lavoro discografico autoprodotto di Marco Sforza.
  Un EP di cinque canzoni registrate live in studio.
  Anno di pubblicazione 2011.


  Amanti.
  Il letto di seta.
  Quella donna.
  Le nostre stagioni.
  Occhi di lupo.


  Marco Sforza: 
voce/chitarra/pianoforte.
  Dario Vezzani: 
contrabbasso/basso elettr.
  Matteo Pacifco: 
clarinetto.
  Andrea Fantuzzi: 
clarinetto basso (from Stoccolma).
  Mattia "il conte" De Medici: 
violino.
  Tommy Graziani: 
batteria e percussioni.

  Registrato  il 30 gennaio 2011 al VoxRecording Studio (RE).
  Mix & Master. da Andrea Fontanesi.

Davvero un artista non omologato Marco Sforza, lo si capisce fin dalle scelte di approccio al mercato discografico, rara e singolare fu nel 2009 quella di debuttare direttamente con un live, l’ottimo Laiv al Materia Off, con il quale il cantautore di Reggio nell’Emilia, accompagnato dal Trio Separè, lasciò intravedere tutto il “fermento emiliano” fatto di quell’insieme di autoironia  e sarcasmo, fisicità e poesia, tratti che connaturano i forti contrasti di quel territorio. La musica di Sforza, poiché corre sempre l’obbligo di dare coordinate stilistiche a chi non conosce l’artista, si abbevera alla fonte del primo Capossela (quello di Modì per intenderci) ma anche, in piccole dosi, all’opera di Giorgio Conte e poi molto Sforza.

 

Dopo quell’episodio, comunque ben riuscito, ci aspettavamo il suo debutto in studio sulla lunga distanza ed invece voilà, Marco, ancora una volta, decide di non essere “prevedibile” e ci consegna Bocce, un extended play, come impeccabilmente recita la copertina. Quattro bocce lanciate sul mare di sabbia della canzone d’autore contemporanea che si assembrano intorno ad una quinta, un ideale  pallino costituito da quella che è un po’ la canzone emblema di tutta la poetica di Sforza e che finisce per essere il marchio del disco, Quella donna, un bellissimo brano sulla figura femminile che esercita l’antico mestiere, figura più volte trattata ma che Sforza qui ci consegna con un testo crudo, senza mezzi termini, ammantato di profonda tristezza, squallore e senso di prostrazione che le donne provano a doversi confrontare con il sesso dietro compenso; splendida canzone con cui l’artista reggiano realizza la sua Bocca di rosa.
(continua su "L'isola che non c'era").


  Ascolta le canzoni su Myspace.
  In vendita qui e su tutti gli store musicali
  e naturalmente nei prossimi concerti avvenire.
  Guarda il videoclip ufficiale;).

  Itunes        Emusic        Amazon        Napster        Songrilla          Orange

 

 

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"Laiv"
al Materia Off   20/12/2008

L'esordio discografico di Marco Sforza (classe '81) insieme al trio Separè.
Uscito il 21 marzo 2009. Più 800 copie vendute finora.
Registrato in presa diretta nella serata del 20 dicembre 2008 al circolo culturale Materia Off di Parma.

1)     Piccola Martina                                
2)    
La generalista
3)    
L'indifferenza
4)     Il capostazione
5)     I conti correnti
6)     Fermare il tempo 

7)     Mi dai un la...
8)     Questa povera neve
9)     Jingle beels
10)   Il musicista
11)   Il verme
12)   Un discorso serio...
13)   46 di scarpe 

E’ un disco live, con i pregi e i difetti tipici dei “Laiv”. La cosa interessante è che è anche un disco d’esordio, e questo ci indica il coraggio e la fantasia, forse anche un poco l’irriverenza, che animano Marco Sforza, cantautore di Reggio Emilia che ha all’attivo la vittoria al XV° Premio Augusto Daolio nel 2009. Il “Laiv” è stato registrato in presa diretta al Materia Off, Circolo Culturale di Parma, il 20 dicembre 2008. Si sente di tutto in questo disco: cani che abbaiano, gente che ride, gole che tossiscono, discorso strampalati, ma soprattutto canzoni. Canzoni, suoni e parole, che, in una sorta di simbiosi il cantautore emiliano ed il Trio Separè interpretano e teatralizzano con simpatia e un filo di nostalgia. Sentimenti questi che impregnano l’animus di Marco Sforza, cantautore piccolino capace di ballate intriganti e di scatti pungenti. Trattandosi di un concerto prenatalizio ci troviamo dentro una versione alterata di “Jingle beels”, ma anche i tratti decisi de “Il capostazione”, “La generalista” e “L’indifferenza”, le risate che scatena “Il verme”, e la dolce tristezza di “46 di scarpe”. Marco si muove tra Capossela, Jannacci e Giorgio Conte, alternandosi alla chitarra e al pianoforte, mentre rimbalza prezioso il violino di Mattia “il conte” De Medici e il resto dei Separè dimostra con l’artista un affiatamento fatto – immagino – di tante ore passate insieme a suonare e a …bere!  Gli elementi forti dell’album  - è un disco d’esordio, è laiv e lui è emiliano -, trasmettono quel clima da sagra paesana, di suonate tra amici, tra risate e nostalgia, che se da un lato comunicano schiettezza, calore e  immediatezza d’altro canto inducono a pensare che una produzione più accurata e “seria” avrebbe messo maggiormente in luce le belle doti del nostro cantautore e avrebbe nascosto qualche difetto. Se è un peccato si tratta comunque di un peccato veniale, che non penalizza l’ascolto di questo disco intrigante e poetico e che lascia intuire per Marco Sforza buone prospettive per il futuro.
by Ricky Barone

(recensione su "l'Isola che non c'era")

Intervista/recensione su "Sound 36"
Recensione su "Creuzadema"
Recensione su "il Tonnuto" (n°104 di marzo)
Recensione su
"Close-up"
Recensione su "Sonic Bands magazine"

 Rockit
"Uno dei dischi live più belli e intensi mai suonati e registrati nella storia del Rock."




 

 
Marco Sforza - 2007