"GogangaRock3" Rassegna in memoria di Giorgio Gaber - 2006 - premiato per il miglior testo
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nel complesso residenziale

Nel complesso residenziale detto anche popolare
tra qualche giorno andrò ad abitare
a quattro passi dalla tangenziale

le maldicenze su queste case sono molte e un po’ malvagie
ma francamente non m’interessa, adesso ho un tetto sulla testa
sono senza occupazione , vivo di cassa integrazione
le mie giornate le passo a casa, tra qualche birra e dell’insalata
per mia indole sono chiusi un po’ introverso ma sincero
ma nel complesso residenziale  ho trovato un ’amico vero

è l’inquilino a me più caro, nel suo mestiere è proprio bravo
e di nome fa Agostino. Di professione l’assassino
di lavoro c’è né ben poco e la concorrenza è spietata
mi raccontava il sicario l’altra notte il suo calvario

    a quel punto per consolarlo, gli ho descritto la mia situazione
    non  c’ è problema disse l’assassino, ammazzerò il tuo padrone
    la sua idea non era male, un po’ crudele ma efficace
    a me la gloria della vendetta, per lui gli spari della sua beretta

l’inquilino del terzo piano è un devoto mussulmano
sette mogli, 5 figli, nel salotto pure 2 cammelli
mi raccontava l’altro giorno che la sua vita è un’avventura
anni fa dalla sua terra è fuggito per paura
quanti posti ha viaggiato per approdare in un supermercato
lo stipendio non è abbastanza, ma per campar ci vuol pazienza
   
    a quel punto per consolarlo gli ho descritto la mia situazione
    ti aiuto io disse il mussulmano, recitiamo insieme il Corano!
    la soluzione non era male, un po’ noiosa ma spirituale
    a me il sapere della conoscenza a lui la fede e la speranza.

Nel complesso residenziale non si stà poi tanto male
Da tanti anni ormai ci vivo, da troppo tempo sopravvivo

Ho trovato anche l’amore, stà nel piano superiore
All’anagrafe Isabella. Sul campanello Serenella
Da vent’i anni fa Il mestiere, non si stanca ed è un piacere
Ma gli anni passano e il cliente esige ed Isabella lo capisce
Capisce il mondo che stà cambiando, conosce l’uomo tutto tondo
Mi raccontava l’altra sera nel suo letto di coperte rosa

    A quel punto per consolarla le ho descritto la mia situazione
    Ci penso io! disse la puttana, coraggio levami la sottana
    La sua idea non era male, un po’ sgarbata ma efficace
    A lei si riempie il portafogli a me è rimasto solo l’ombrello
    E a questo punto della mia vita posso scegliere se farla finita
    Ma dico No! Non ci voglio pensare…
    E sottovoce mi rimetto a cantare..

Nel complesso residenziale detto anche popolare
Da tanti anni ormai ci vivo, da troppo tempo sopravvivo

GogangaRock3 

 
Marco Sforza - 2007