Festival di Brescia - 2007

Un grondante e fiaccato Marco Sforza si accinge al sound check in compagnia della sua consorte. L'Auditorium "Giorgio Gaber" di Castelmella non sarà la Fossa Viscontea del Castello di Brescia, ma ha in gran pregio di essere dotato di aria condizionata.
Il nostro, refrigeratosi, esibisce in prova la sua rivisitazione de "Il nastro rosa" di Battisti, spiazzando gli altri concorrenti e tenendosi "Valentina" per la serata.
Dopo una 'pomodorata' a casa del Sobillatore - a 3 km. dal luogo della semifinale - si ritorna al teatro con la panza piena e più caldo di prima. Il Marcolone si agghinda nel parcheggio con camicina e pantaloni d'ordinanza  d'ordinanza. Sarà il settimo ad esibirsi.

La presentatrice - gran bel pezzo di figliuola - introduce Mr. Sforza con l'intento di saperne di più sulla sua 'Valentina'. E lui, sedutosi al banco di questo bar improvvisato sul palco, dice che: "Valentina è qui stasera, e sta presentando questo Festival", per poi abbandonarsi ad un complimento sui begli occhi della sua interlocutrice. Il clima in sala è divertito e disteso. Accompagnerà tutta l'esibizione del fantacantante di Campegine.
Dopo aver strappato sane risate ed applausi, il congedo dal pubblico e - dopo un paio di concorrenti - anche da me ed Annamaria.
Rimango fino alla fine per mandare al diavolo la giuria. Marco è stato scartato.

Ma che importa? Mi ha fatto piacere vederlo sul palco 'di casa mia', sapendo che è passato di qui per suonare - anche - per me...




Di Nicola Bontempi
paroliere e sobillatore

Festival di Brescia                                                                                                                  

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Marco Sforza - 2007