Banana OIl "behind the blues" al CIRCOLO AL LIVELLO di Gualtieri (RE) - 14 ottobre
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(clicca sulla foto per ascoltare il demo)

MARCO Teddy Bear SFORZA: voce, rhodes, hammond
FRANCESCO Django PUGNETTI: chitarre
LORENZO slow fingers BELLINI: basso
ANGELO coeffe shop RUOZI: batteria

Un viaggio dietro al blues e a tutte le sue influenze.
Da Nat King Cole, tra John Hyatt e JJ Cale,
passando per Steevie Ray Vaughan, Albert Collins, Creedence Clerwater Revival,
Elvis Presley, Bob Dylan...

Quell’eterno ‘giro’ che fa da spina dorsale. E le infinite variazioni sul tema infinitamente diverse. E’ per questo cheil blues non muore. E’ sempre uguale e sempre personale. Personale di chi suona e personale di chi ascolta. E’ malinconico il blues ma non puoi fare a meno di muoverti. Di battere il tempo ritmandolo con una gamba o schiaffandoci sopra una mano segnata da mille episodi. E’ malinconia in movimento che, se ci pensate, è la quadratura del cerchio,gli opposti che si toccano, il big bang finale. Lo puoi suonare da soloo con un gruppo. Lo puoi ascoltare da solo o in compagnia. Quando più strumenti suonano insieme è come se ognuno fosse un ‘a solo’. Puoi ascoltarlo quando sei fatto o puoi tenerlo come sottofondo di una scrittura lucida. E’ tutto il blues. E’ il mondo con tutte le sue mille contraddizioni ma tenuto insieme che sembra quasi che valga la pena. E’ fecondo il Blues, spermatozoi potenti. Ha fecondato un sacco di roba di successo tenendosi in seconda fila e rinunciando alle prebende. La strada portata sul palcoscenico e non viceversa. Non è roba da poco, nonè per niente roba da poco. Quasi un insegnamento per vite che si perdono. Portare la strada sul palcoscenico e non il palcoscenico in strada. Cambia tutto. E’ blues.
 
Marco Sforza - 2007